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I compiti evolutivi dell'adolescenza

L’adolescenza è un periodo in cui i ragazzi sentono l’impellente bisogno di costruire un’identità propria e unica, cercando di dare un senso ai cambiamenti che li coinvolgono e trasformando i vissuti di confusione e smarrimento in progetti futuri e valori della propria nascente virilità o femminilità. Secondo la teoria dei compiti evolutivi gli adolescenti devono affrontare tre compiti principali per integrare i nuovi cambiamenti e costruire un’identità adulta: la separazione e individuazione dalla famiglia di origine, la mentalizzazione del corpo sessuato e la nascita sociale.

L’adolescenza è un periodo in cui i ragazzi sentono l’impellente bisogno di costruire un’identità propria e unica, cercando di dare un senso ai cambiamenti che li coinvolgono e trasformando i vissuti di confusione e smarrimento in progetti futuri e valori della propria nascente virilità o femminilità. Secondo la teoria dei compiti evolutivi, aggiornata e integrata da Pietropolli Charmet, gli adolescenti devono affrontare tre compiti principali per integrare i nuovi cambiamenti e costruire un’identità adulta: la separazione e individuazione dalla famiglia di origine, la mentalizzazione del corpo sessuato e la nascita sociale.

Il compito di separazione e individuazione richiede all’adolescente di diventare progressivamente indipendente a livello affettivo e intellettuale dai genitori, rinunciando alla protezione offerta dalla famiglia e ad un’immagine ideale di sé. Questo compito è estremamente difficile poiché comporta grandi ambivalenze e contraddizioni. Durante l’infanzia, la famiglia affettiva ha insegnato loro che il mondo esterno è pericoloso, mentre l’ambiente familiare è l’unico posto sicuro e gratificante. Tuttavia, le spinte biologiche e psicologiche in adolescenza muovono verso l’esplorazione del mondo, ma possono tuttavia non essere vissute serenamente o per paura di essere feriti o di “tradire” gli affetti familiari.

La mentalizzazione del corpo sessuato è l’elaborazione di una nuova immagine di sé, che presenta inequivocabilmente connotati maschili o femminili, che richiama la possibilità generativa e ha a disposizione un periodo di tempo limitato (invecchierà, morirà). Elaborare tutte queste trasformazioni significa anche affrontare la contrapposizione tra il corpo ideale e il corpo reale (spesso inavvicinabili), con conseguente vergogna nel mostrare un corpo vissuto come strano, imperfetto, brutto.

La nascita sociale spinge l’adolescente a creare nuovi legami sociali con coetanei al di fuori del contesto familiare di origine. Lo sguardo di ritorno dei pari è fondamentale per l’autostima e per avere conferma del fatto che il proprio processo di crescita sta avvenendo con successo, ma allo stesso tempo è una sfera estremamente delicata e in quanto tale può diventare la principale fonte di malessere.

 

Le difficoltà in uno o più di questi compiti possono generare disagio nell’adolescente, in quanto il suo timore più grande è quello di non riuscire a crescere e di rimanere indietro rispetto ai coetanei.
I disagi o i disturbi in adolescenza diventano modi disfunzionali per cercare di superare i compiti evolutivi in scacco. La messa in atto di strategie rischiose, dolorose o violente verso gli altri o verso di sé sono un tentativo di smuovere un’emotività ormai intrappolata nel dolore dello scacco e per comunicare agli altri una richiesta di aiuto.
Un percorso di supporto psicologico può aiutare l’adolescente in difficoltà a dare un senso al suo malessere, a capire dove e perché si è creato un blocco e capire gradualmente quali altre strategie, più funzionali, si possono mettere in campo per riprendere il proprio processo di crescita.

 

Bibliografia

Charmet, G. P., Bignamini, S., & Comazzi, D. (2010). Psicoterapia evolutiva dell'adolescente. Angeli

Studio 6 - Psicologi a Milano

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